Come sfruttare al meglio uno stage

Sei un giovane in età da stage, o pensi di farne in futuro? Questo articolo ti spiega come trasformare questa opportunità in lavoro a tempo pieno. Incredibilmente però, non ti dirò che lavorare sodo è il miglior modo per essere assunto. Anzi, a volte è proprio controproducente…

Lo stage è ormai, pare, la forma prediletta dalle aziende per assumere dipendenti giovani a basso prezzo. A volte è una decisione legittima, con stagisti ben pagati e in seguito assunti, altre è un sistema scorretto per risparmiare sui costi del personale.

Non è mio compito andare a indagare su quanto sia giusto lo stage, sta di fatto che è una realtà concreta per molti giovani. Per questo è fondamentale imparare a sfruttarlo al meglio, andando oltre quello che fa la maggior parte delle persone. Ecco i 6 passi che devi fare se vuoi trasformare lo stage in un’opportunità non solo per trovare lavoro, ma anche per fare carriera.

Qui divido i 6 passi in una sequenza logica per spiegarti meglio i concetti, ma ricorda che per buona parte dello stage dovrai farli anche tutti insieme.

1 – Identifica le persone chiave

Appena arrivato in azienda, passa i primi giorni a identificare le persone che detengono più potere nel tuo reparto. Sicuramente i tuoi superiori sono un punto di partenza, ma la gerarchia non è l’unica cosa da valutare.

Sono tre, in genere, gli aspetti che dovresti considerare per valutare l’influenza di una persona nell’azienda:

  1. Quante persone conosce all’esterno dell’azienda, ossia la sua rete di conoscenze (ti spiegherò fra poco perché è fondamentale).
  2. Quanti colleghi ascoltano e rispettano le sue opinioni, quindi il suo carisma.
  3. Per quanto fatturato è responsabile, ossia il volume di affari che transita sotto di lui. Naturalmente i dirigenti spiccano in questa terza categoria, ma noterai che alcuni dipendenti sono più importanti di altri.

Metti insieme questi tre parametri, e avrai una lista di persone importanti nell’azienda. Conosci e fatti conoscere da queste persone, sfrutta i momenti liberi come le pause caffè per migliorare i tuoi rapporti. Se ti trovi veramente in sintonia, prendete un aperitivo insieme.

In altre parole, cerca di fare amicizia con le personalità chiave dell’azienda.

2 – Seleziona le persone che vogliono aiutarti

Una volta che hai conosciuto tutte queste persone, scoprirai che alcune sono più propense di altre ad aiutarti. Di solito chi raggiunge un livello mediamente elevato in azienda è disposto a fare favori perché sa che ne riceverà altrettanti (ricordatelo sempre e fallo anche tu), ma non è sempre così. Troverai anche colleghi antipatici che non vogliono avere niente a che fare con te. Capita, amen.

Scarta le persone che non sembrano disposte a darti una mano, e invece intensifica i tuoi rapporti con quelli che ti paiono più disponibili. A questo punto dovrebbe essere passato almeno un mese dall’inizio del tuo stage, e hai capito come muoverti sul lavoro. Inizi a conoscere le procedure, e potresti dover tornare sul punto 1 (identificare le persone chiave) per includere colleghi che all’inizio non avevi notato.

Questo processo di identificazione e selezione delle figure più importanti per il tuo futuro andrà avanti per tutta la durata dello stage: continuerai a conoscere gente nuova, valuta la loro importanza e disponibilità ad aiutarti in futuro anche mentre stai facendo i passi successivi.

3 – Aiuta chi ti può aiutare

Prima di ricevere, devi dare. C’è chi la chiama legge d’attrazione o volontà universale, io lo chiamo networking ed è di gran lunga l’arma più potente nel tuo arsenale per trovare lavoro.

Anche se hai selezionato le persone più aperte e disponibili, chiedere loro dei favori potrebbe essere troppo presto. Se hai fatto amicizia  con qualcuno puoi passare al passo successivo, ma con i colleghi con cui non esci al bar dovrai fare più lavoro preliminare.

Mentre parli con queste persone, identifica le loro esigenze. Chiediti di cosa hanno bisogno, quali sono i loro problemi. Poi fai di tutto per aiutarli a risolverli, senza chiedere nulla in cambio (per il momento). Il principio della reciprocità è una leva psicologica molto forte: se fai un favore a qualcuno, farà di tutto per sdebitarsi facendoti un favore anche più grosso, tipo farti assumere.

Non pensare di dover fare i salti mortali per distinguerti. Anche un piccolo favore sincero, se fatto con l’intento vero (non fittizio) di aiutare qualcuno, verrà notato.

Alcune persone mancano della morale e se ne approfittano di te, ma nel punto 2 ti ho fatto selezionare solo chi è genuinamente interessato a darti una mano. In questo modo, sai che i favori che fai ti porteranno da qualche parte.

4 – Valorizza le tue competenze

A questo punto, saranno passati un paio di mesi dall’inizio dello stage. Inizi a fare esperienza e ad acquisire le competenze necessarie per lavorare bene. Non solo, ma hai anche imparato quali sono le competenze più valorizzate nel tuo settore.

A questo punto sei nella posizione ideale per cambiare marcia e mettere in moto il tuo piano per trovare lavoro. A questo punto conosci le figure chiave in azienda, sai chi ti può aiutare e sai che sono disposti a darti una mano, perché hai già fatto loro dei favori. Ora devi mettere queste persone nelle condizioni di aiutarti.

Dove per “aiutarti”, intendo farti trovare un lavoro. A meno che non speri nella squallida raccomandazione, e allora dovresti smettere di leggere questo articolo, non puoi chiedere a qualcuno di farti trovare un lavoro se non dimostri di essere bravo a fare qualcosa. Valorizzare le tue competenze significa far capire agli altri che meriti di essere assunto.

Naturalmente, il prerequisito necessario è di avere competenze. Per questo dovresti passare il tuo tempo prima, durante e dopo lo stage ad acquisire competenze che ti aiuteranno nel mondo del lavoro. Se non ne hai, difficilmente troverai una buona occupazione stabile.

5 – Trova opportunità esterne

Molti pensano che il modo migliore per essere assunto dopo lo stage è cercare di farsi assumere per la stessa azienda, ma non è per forza così. A volte, le opportunità migliori vengono da fuori. Dovresti chiedere ai tuoi nuovi amici se hanno influenza per farti assumere, ma puoi fare qualcosa di ancora migliore.

Se hai fatto un buon lavoro fino a questo punto, puoi iniziare a far circolare il tuo nome nel mercato del lavoro generale. Attraverso le persone con cui hai stretto buoni rapporti e hai già aiutato, chiedi se ci sono lavori disponibili in giro. Questa è la fase più importante, dove concretizzi il lavoro che hai fatto nei mesi precedenti.

Per sdebitarsi, le persone che hai aiutato ti consiglieranno opportunità di lavoro che hanno sentito in giro. Magari qualcuno ha un cugino che assume, o l’ex datore che sta cercando un rimpiazzo. Addirittura, qualcuno potrebbe volersene andare (o essere promosso) e cederebbe a te la sua posizione attuale.

Il mondo brulica di opportunità nascoste, delle quali verrai a conoscenza solo se fai amicizia con le persone giuste.

Sfruttando le tue conoscenze, puoi ottenere un colloquio di lavoro saltando a piè pari l’invio di un curriculum: il tuo collega (che conosci) farà una telefonata  in cui parla bene di te, e sei già al colloquio. Anzi, a  volte verrai assunto direttamente se fai una buona impressione con il nuovo datore. A quel punto, puoi licenziarti dallo stage e iniziare a lavorare davvero.

Qui non aver paura di chiedere ai tuoi colleghi più disponibili se conoscono opportunità per te: tu li hai già aiutati, e loro saranno felici di ricambiare il favore. Non stai cercando la bieca raccomandazione, perché hai avuto la premura di sviluppare una competenza utile e sei oggettivamente bravo in quello che fai.

6 – Chiedi una lettera di referenza

Se lo stage si conclude senza che tu sia riuscito a trovare un’altra opportunità, vai dal tuo diretto superiore e chiedi una lettera di referenza. Fissa un appuntamento formale se necessario, e vai di persona: non telefonare e non mandare email, così che il datore non potrà scappare dalla responsabilità.

Quando vai nel suo ufficio, porta con te un modello di lettera di referenza già compilato in maniera professionale (se possibile in carta intestata) che il datore deve solo firmare. Scrivi cose veritiere: che lavoro hai fatto, per quanto tempo, i risultati che hai ottenuto e le competenze che hai acquisito e usato sul lavoro.

Alcuni datori vorranno scrivere la loro lettera, altri saranno felici di quella compilata da te e si limiteranno a firmarla. Se il superiore tergiversa e ti manda via senza una risposta chiara, insisti: la lettera di referenza è un tuo diritto. Ormai conosci il tuo capo da diversi mesi, e sai la strategia giusta per approcciarlo.

7 – Mantieni buoni rapporti

Quando lo stage è finito, non c’è motivo di buttare via tutto l’ottimo lavoro che hai fatto fino ad ora. Prendi i colleghi più disponibili e volenterosi, quelli con cui hai instaurato un buon rapporto, e chiedi di restare in contatto. Offriti, prima di tutto, di aiutarli qualora ne avessero bisogno. Questo è molto importante, perché pone le basi per un rapporto di cooperazione reciproca prolungato nel tempo.

Poi chiedi se puoi inviargli, ogni qualche mese, il tuo curriculum aggiornato così che possano consigliarti per posizioni aperte delle quali hanno sentito parlare. Se nei mesi precedenti hai fatto un buon lavoro, ti diranno tutti di sì.

Contatta queste persone almeno una volta ogni 3 mesi con il tuo curriculum aggiornato, un pretesto per ricordargli chi sei. Se poi è nato un rapporto di simpatia e vi fa piacere tenervi in contatto più spesso, tanto meglio.

Con questo sistema, con solo due o tre stage brevi avrai creato una fitta rete di persone disposte ad aiutarti e che ti contatteranno appena troveranno un lavoro adatto a te.

Perché lavorare sodo può essere controproducente?

Do per scontato che, durante lo stage, farai quello che ti è stato chiesto e anche qualcosa in più. Se batti la fiacca e stai tutto il giorno davanti alla macchinetta del caffè a parlare con chi ti capita di fronte, in pochi saranno disposti a mettere in gioco la loro reputazione per aiutarti: ricordati che quando un collega mette una buona parola per te, se tu fai brutta figura farà brutta figura anche lui.

Ma il tuo obiettivo dev’essere di far capire alle persone chiave, colleghi e superiori, che sei una persona seria, affidabile e motivata. Troverai alcuni datori che vogliono sfruttarti, e ti faranno lavorare ben oltre il dovuto. In molti acconsentono senza dire niente, nell’inutile speranza di fare bella figura e venire assunti.

In realtà lavorare sodo è utile solo nella misura in cui viene notato da chi può aiutarti. Se hai già capito che il superiore diretto non ti aiuterà, è inutile continuare a cercare di impressionarlo. Piuttosto impressiona i colleghi che hai visto essere disposti ad aiutarti. Creare relazioni è più importante che ammazzarsi di lavoro.

Conclusione

In questo articolo ti ho spiegato come fare uno stage utile per la tua carriera. Andare “solo” a lavorare è un’opportunità sprecata, perché la tua occasione migliore è rappresentata dai colleghi che possono e vogliono aiutarti.

Quindi individua le personalità principali, seleziona i più altruisti, aiutali e chiedi di essere aiutato. Se lo fai con costanza entrerai nel mercato nel lavoro nascosto, ossia tutte quelle posizioni che non vengono pubblicizzate tramite i canali tradizionali: circa la metà dei lavori in Italia vengono trovati con questo sistema, non con bandi e curriculum, ma tramite qualcuno che mette una buona parola.

Ed è di gran lunga il sistema più efficace e meno stressante di trovare lavoro.

Comments

  1. Relazionarsi e fare il passaparola sono gli strumenti più potenti che esistano.

  2. Ciao a tutti
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