Come rispondere a una delle domande più difficili al colloquio di lavoro

Durante il colloquio di lavoro, una delle domande trabocchetto preferite dai reclutatori è il classico “ci descriva una sua debolezza.” Ormai sempre più comune.

La risposta non è semplice: se sei troppo sincero, rischi di farti lo sgambetto da solo e metterti in cattiva luce quando dovresti solo elogiare i tuoi punti di forza come in una pubblicità. D’altra parte, se menti spudoratamente o ancora peggio ti rifiuti di rispondere, il datore penserà che hai qualcosa da nascondere.

La buona notizia è che esiste un tipo di risposta per farti emergere da vincitore in questa domanda, la brutta è che non puoi improvvisarla: devi studiarla. Questo perché cammini su un filo molto sottile, e un errore anche piccolo ti farà cadere da una o dall’altra parte.

Quindi ti consigli di prendere questi consigli e studiarti una risposta oggi stesso, scrivila e memorizzala. Poi il giorno prima del colloquio, rileggila per rinfrescarti la memoria. Non è necessario memorizzare parola per parola (hai comunque più possibilità di variare rispetto al compilare un curriculum), ma la traccia da seguire deve essere ben impressa nella tua mente.

Ecco come rispondere alla domanda “ci parli di una sua debolezza” nel modo più efficace possibile durante il colloquio di lavoro.

1 – Scegli una debolezza irrilevante per il lavoro

Prima di andare a uno specifico colloquio, pensa a quale potrebbe essere una debolezza che non interessa al datore. Questa varia molto a seconda del tipo di lavoro che ti viene proposto: se voglio fare l’ingegnere, dire che non so bene la matematica non è una gran cosa. Ma se voglio fare il pittore, allora potrebbe essere una scelta più adatta.

Ancora meglio, cerca un tua caratteristica che potrebbe essere una debolezza in un contesto, ma un punto di forza per quel lavoro. Ad esempio, dire che sei molto puntiglioso e non ti piace fare le cose a metà per lavori di precisione (questa non usarla, sta diventando fin troppo comune e il datore potrebbe pensare che l’hai semplicemente copiata da qualche parte).

L’importante è non mentire, a parte per il motivo etico, perché mantenere una bugia sul lavoro è quasi impossibile. Prima o poi verrà a galla, spesso velocemente. A quel punto verrai licenziato, e avrai perso un sacco di tempo ed energie. Usa una tua debolezza vera, ma minore. Non vuoi dire che sei un cleptomane o roba del genere.

2 – Parla di come stai cercando di risolvere la tua debolezza

Il datore vuole vedere che stai lavorando per colmare la tua debolezza. Nessuno è perfetto, e mostrare un lato debole ti renderà più umano e permetterà al datore di identificarsi con te. Questo è uno strumento psicologico potente per creare empatia, importante per ottenere il lavoro soprattutto se non sei sulla carta la persona più appetibile che si è candidata.

Ma vuoi anche mostrare che non sei un lavativo, anzi cerchi sempre di migliorare la tua situazione. Per questo è importante far vedere al datore che stai lavorando per migliorare: questo è l’atteggiamento proattivo del quale ogni datore si innamora, e se usi le parole giuste puoi trasformare un punto di debolezza in uno di forza.

Ad esempio, se non sono bravo con la matematica, posso dire che sto leggendo semplici libri di algebra elementare per imparare anche solo le basi. Non ti serve dire che vuoi diventare il nuovo Stephen Hawking (suonerebbe falso), giusto che vuoi colmare le tue lacune. Questa semplice struttura dimostrerà la tua motivazione più della frase “sono una persona motivata” prestampata sul curriculum. Invece di dirlo, l’hai dimostrato.

Se però non hai ancora fatto niente, allora non mentire. Dì che stai pensando a un modo per migliorarti, e se puoi, spiega come. Non è potente come aver già fatto dei passi concreti, ma fa comunque la sua figura. Ma ti consiglio di prendere uno o due punti di debolezza che sai di avere, e iniziare a lavorare per limarli: non solo migliorerai come persona, ma avrai anche una storia pronta da raccontare al datore. Male che vada, ci hai comunque guadagnato.

Questo approccio funziona

Questo approccio in 2 fasi funziona veramente, e in 30 secondi avrai risposto a ogni dubbio del datore.

Scegliendo una debolezza secondaria e mettendo in mostra la tua risolutezza nel migliorare, hai appena fatto capire a chi ti fa il colloquio che sei una persona motivata e dinamica. Di solito questa domanda viene fatta per mettere in difficoltà i candidati, tu puoi usarla per uscirne ancora più forte di prima.

Comments

  1. Ciao , per un perito meccanico potrebbe andar bene : non riesco a lavorare bene quando sono molto pressato e/o stressato ?
    Che debolezza mi potresti consigliare per esempio che sia irrivelante per un ingegnere / perito meccanico ?

    Ciao . I tuoi articoli sul lavore Stefano sono sempre il top 😉

    • Stefano says:

      Pericolosa la tua, Danilo, ma si può fare se la ribalti bene. Tipo: “non mi piace essere stressato perché so che lavoro male, quindi ho imparato a essere sempre organizzato e preciso nelle scadenze per non trovarmi con l’acqua alla gola”. Così suona molto meglio. :)

  2. Se il vero punto debole che si nasconde durante il colloquio è rilevante per la mansione,verrà a galla già nei primi giorni. Il mio consiglio è di lavorare per eliminarli e migliorare. Ho avuto operai è ho definito furbo chi non era sincero dall’inizio.

    • Stefano says:

      Sicuramente, Fonsi, quello è scontato come dici tu. :) Ma in ogni caso i difetti ci sono in ogni persona, e bisogna imparare a rispondere bene a questa domanda.

  3. invece alla domanda “come si vede tra 5 anni?” o simili? ammetto che mi mette decisamente in crisi perchè non capisco cosa vorrebbe sentirsi dire 😛

  4. Ciao Stefano, e per me che lavoro all ufficio prenotazioni di un hotel e dovró sostenere la prossima settimana un colloquio in inglese per un’altra struttura, cosa consigli? Quali sono generalmente le domande che potrebbero farmi? I direttori sono stranieri.

  5. Io sono andata in tilt alla domanda “quali sono i tuoi difetti?” per un posto (tra l’altro, tanto sognato…) come maestra in un asilo nido…quale potrebbe essere stata una risposta giusta???

  6. Ciao a tutti
    Con un’esperienza di 8 anni nel settore, la nostra struttura pronta a mettere in atto un sistema affidabile e legale, per facilitare la fornitura in modo che il cliente è più sicuro. Pertanto, se si dispone di impatto con il mondo bancario,difficoltà finanziarie ,il progetto, di costruzione o di altri ,non si preoccupano di più fare . Arianna Pisani al vostro servizio per aiutarvi . Diamo prestiti che vanno da 5000 € 945000 di EURO, con un piano di
    rimborso studiato secondo le possibilità . 2% di tasso di interesse su ogni importo…
    si prega di contattarci in caso di necessità .
    mail: aarianapisani@gmail.com
    Siamo disponibili a richiesta

  7. marco fabris says:

    Una volta andai ad un colloquio per un posto che ero sicuro non fosse al caso mio… ci andai per pura curiosità. Feci di tutto per non farmi prendere: arrivai tardi, vestito male e con la barba, trasandato insomma. Alla fatidica domanda “ci dica i suoi punti di debolezza” (eravamo in 4 nella stanza) dissi che sono un idividualista convinto e che odio lavorare in team ma che effettivamente avevo apprezzato il lavoro in team nelle mie prcedenti esperienze lavorative. Dissi la verità (effettivamente la penso così) e mi assunsero! La morale… se volete essere assunti per un posto che vi interessa andate come se non ve ne importasse nulla. Se non lo desiderate andate come se lo desideraste davvero.

Speak Your Mind