Come creare un biglietto da visita persuasivo

biglietto da visita

Vuoi fare un figurone galattico quando parli con un possibile datore di lavoro?

Non avere solo il curriculum a portata di mano, ma anche un biglietto da visita. Quando intrattieni una relazione con qualcuno e l’altro sembra interessato a una possibile collaborazione (ossia assunzione), lasciagli il biglietto da visita. Ha anche il vantaggio di mantenere il livello percepito alto: nell’immaginario comune il CV è per chi non ha un lavoro e vuole farsi assumere, il biglietto da visita è tipico di un professionista che sa il fatto suo. Inoltre sono così piccoli che li puoi portare sempre con te e non sprecare nessuna occasione.

Trovi per caso qualcuno che può essere interessato ad assumerti? Posizionati subito bene con un biglietto da visita, senza aspettare il giorno dopo per mandargli un curriculum.

Questo mette in atto un potente meccanismo psicologico: il datore sa poco di te (quando dici sul biglietto), ma sarà incuriosito dal fatto che ti presenti in maniera così professionale. Non penserà a te come un altro dipendente da assumere, ma come un professionista con il quale può collaborare.

Il risultato? Se ti giochi bene le tue carte, potresti ottenere un colloquio diretto senza aver bisogno di inviare un curricullum.

Un biglietto da visita ti farà guadagnare mille punti agli occhi del datore.

Il sito internet di riferimento è Vistaprint, un portale internazionale specializzato nella stampa di biglietti da visita e disponibile anche in Italia. I prezzi sono competitivi, e con circa 15-20€ puoi portarti a casa 250 biglietti semplici, spedizioni incluse. In base a quanto vuoi spendere, puoi aggiungere elementi opzionali come il cartoncino lucido o le scritte in rilievo: non sono indispensabili e te le consiglio solo se cerchi un lavoro ben pagato. La spedizione è lenta (anche un mese), quindi organizzati in anticipo.

Sul sito sono presenti modelli professionali e puliti dai quali scegliere, ma io ti consiglio di mantenere un design minimal e senza troppe aggiunte strane: più cose aggiungi, minore sarà l’impatto. Per quanto i disegnini siano belli in un biglietto di auguri, lo stesso non si può dire per un biglietto da visita creato per un datore.

Io utilizzo questo modello semplice:

STEFANO MINI
[telefono]
Esperto Marketing e PR
lavoro@stefanomini.com

Non serve nulla di più complesso: nome, contatti e il tuo punto di forza principale per far sì che il datore si ricordi di te. Per qualche euro in più, sul retro puoi aggiungere altro. È opzionale, ma puoi inserire un breve elenco di 3 elementi con un riassunto delle tue competenze fondamentali.

Occhio però: visto che il tuo curriculum cambierà spesso e troverai con il tempo nuovi elementi da aggiungere osservando la reazione dei reclutatori, aggiungi un retro solo quando sei sicuro che non cambierai più niente nel tuo curriculum. Ma il biglietto dovresti farlo comunque, anche con il retro bianco.

In questo modo il datore si ricorderà di te e avrà sotto mano la tua specializzazione, così che potrà chiamarti qualora avesse intenzione di portare avanti il processo d’assunzione. Se incontri il datore per la prima volta durante un colloquio o in un posto dove non hai il curriculum, puoi consegnare alla fine il biglietto da visita con la formula “se le vengono in mente altre domande, può trovarmi a questo recapito.”

Il biglietto da visita contribuisce a creare un’immagine di te che vada oltre quella del classico giovane senza esperienza. È uno dei tanti dettagli che mostrano la cura che metti in ogni cosa, una caratteristica apprezzata dal datore.

Questo articolo è tratto da Obiettivo Lavoro, il manuale semplice ed efficace che ha già aiutato migliaia di persone in Italia ha trovare lavoro. Lo trovo qui:

http://prodotti.mindcheats.net/prodotti/obiettivo-lavoro

Comments

  1. lorenzo says:

    moooooooooooooooooolto spavaldo…… se sei un vero esperto in qualcosa allora te lo puoi permettere, sennò……..
    è vero comunque che il fine giustifica i mezzi, però il datore di lavoro dietro ad un biglietto da visita si aspetta un professionista, se poi non mantieni le sue aspettative……, magari il colloquio lo fai, ma rischi che poi lui rimarrà deluso………………
    Rappresenta comunque un ottimo traguardo da raggiungere, tutti prima o poi vorrebbero arrivare al “livello del biglietto da visita”, quindi rimane uno spunto di motivazione in più per arrivarci……………

    • Giuseppe says:

      Non é detto, ovviamente se sei un esperto in qualcosa, tanto meglio. Altrimenti devi far PERCEPIRE al datore (o potenziale tale) di esserlo. Ricorda che (almeno per come la vedo io) queste cose sono come il poker: non conta ció che hai in mano, conta ció che gli altri credono che tu abbia. Puoi avere in mano il nulla cosmico e far credere di avere un poker d’assi.
      Non voglio dire che devi ingannare il (potenziale) datore di lavoro, ma che devi saperti vendere. Se non sei un super-esperto in qualcosa, fai percepire al datore di lavoro di essere piú bravo di quel che sei, se comunque sei bravo. Se sei un buon programmatore in php, per esempio, fai credere al tuo datore di essere IL programmatore in php per eccellenza. Non stai certo mentendo, sei davvero un programmatore php, sei esperto in quel tema (esperto = avere esperienza) ed é quello il tuo lavoro… e il datore é interessato a collaborare con te. É disposto a pagarti X per le tue capacitá e tu sei disposto a ricevere quegli X che ti offre. Tutti felici :)

      Questo é il mio umile punto di vista, almeno.

    • Stefano says:

      Come ha detto non-ricordo-chi, “il marketing è percezione.” Io l’ho usato con grande successo poco dopo la laurea, quando ancora avevo zero esperienza lavorativa nel settore. Certo che se non hai nulla da offrire al datore il biglietto non ti serve, ma a quel punto, nemmeno il miglior curriculum del pianeta ti farà trovare lavoro. 😉

      Io ti consiglio di usarlo comunque, che funziona.

  2. Ciao Stefano,
    mi sembra un ottimo suggerimento quello di utilizzare il biglietto da visita ancora prima di inviare il cv, ma nel caso di un giovane neolaureato, che in effetti non è ancora esperto in niente, cosa suggerisci di scrivere: solo i recapiti o il titolo di studio? Tipo io sto per conseguire la specialistica in ingegneria informatica, cosa dovrei scrivere? Il nome del corso di laurea?
    Grazie mille

    • Stefano says:

      Fai come me: ho scritto “esperto marketing e PR” quando avevo una laurea e poco più. Ma soprattutto, anche se ancora studi, creati una specializzazione. Quella è di gran lunga la cosa più importante.

  3. lorenzo says:

    naaaa funziona solo se hai esperienza pratica a mio avviso.
    Giuseppe ha ragione ma ciò significa approcciarsi al colloquio recitando una parte, magari mi sbaglierò ma io non affronto un colloquio come se fosse una guerra contro il reclutatore perché ciò provocherebbe agitazione e nervosismo, almeno in me che sono uno molto spontaneo e incapace di recitare una parte, io penso che la tranquillità e la sincerità siano indice di una persona matura e consapevole del fatto che :
    1 – non servono strane sceneggiate per assumermi perché non ne ho bisogno;
    2 – le persone più grandi di me ne sanno più di me.
    e il datore queste 2 cose le percepisce come un pregio, secondo me.
    Ripeto è una buona idea, ma io sono per una sincera chiacchierata tra 2 uomini maturi, piuttosto che ad una sceneggiata di un ragazzino che vuole farla in barba ad un adulto.
    Comunque è solo la mia personale opinione, magari sbaglio……..

    • Stefano says:

      Questa a me suona molto come la solita scusa del “io non posso farci niente.” Almeno provaci, no? 😉

      Però sono d’accordo che la sincerità premia, il colloquio non è una sceneggiata. Dall’altra parte, ci si aspetta che tu mostri i lati migliori. Pensa un po’ come a una donna che si trucca: non si mette una maschera, ma fa risaltare i suoi pregi. C’è una giusta via di mezzo.

  4. È vero, il biglietto da visita è un elemento che non può mancare, ma non può presentare informazioni gonfiate altrimenti perderà il suo valore. Un datore di lavoro (almeno durante i miei colloqui) guarda le mani, la postazione corporea, il tipo di sorriso, il movimento degli occhi e se tutto ciò non corrisponde alla descrizione sul bigliettino, si rischia di fare la figura del falso.
    All’ultimo colloquio di lavoro (dove attualmente lavoro) mi sono presentato con le mani sporche di grasso (ho chiesto scusa a causa di lavori al motore della mia auto). Ha battuto tutti gli altri curriculum o referenze. Ovviamente questo biglietto da visita ho dovuto confermarlo.

  5. Ciao Stefano
    Ricevo sempre le tue mail con idee veramente forti ! Continua così !
    L’idea mi convince tantissimo, non è questione di età o di titolo di studio ma le capacità ovviamente, avrei una domanda oppure un consiglio :

    Visto che ho avute tantissime esperienze concrete nei controlli e responsabile per residenze/villaggi di vacanza e in alberghi grazie alle mie competenze pur essendo giovane i miei ex datori di lavoro mi hanno sempre fatto fiducia ed erano sempre soddisfatti del mio lavoro, quest’esperienza è stata in costa azzurra (Francia) … Ora mi ritrovo di nuovo in Italia fra un mese sarò nella regione Abruzzese, e mi è venuta l’idea di farmi i biglietti da visita ma non saprei cosa mettere come specializzazione, visto che nella regione la stagione incomincia in pratica da Aprile in poi, e sarò senza lavoro dunque vorrei programmare la mia ricerca di lavoro .
    Scusami se troverai delle confusioni ma dopo 10 anni passati in Francia ora faccio un po fatiga ad esprimermi in Italiano ma vabbé il livello rimane comunque ottimo .
    Dunque per essere più chiara mi servirebbe un tuo suggerimento di cosa mettere come specializzazione .
    Ti ringrazio
    Saluti

  6. E un’altro punto forte oltre alla capacità : La Creatività e autonomia di saper gestire e risolvere ogni problema senza difficoltà !

  7. Ciao a tutti
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