5 parole ipnotiche in un curriculum vitae

Hypnosis

Qualche settimana fa ho parlato di 3 parole che non dovresti mai usare in un curriculum, perché ti rendono banale e poco interessante. Oggi ti parlo invece di 5 parole che dovresti usare, perché ipnotizzano il datore e ti fanno fare una bella figura, indipendentemente dal tuo settore lavorativo.

Il termine “ipnotiche” non è scelto a caso, perché come ci dice la Programmazione Neurolinguistica, tutto è ipnosi: attraverso l’uso dei termini giusti, puoi convincere il datore di qualcosa. Anche a distanza, con il tuo curriculum. È un potere immenso, che oggi imparerai a sfruttare nel tuo CV.

1 – Qualsiasi numero da 0 a 9

Che non sia il tuo numero di telefono o numero civico (o numero di scarpe), s’intende.

Il cervello umano è condizionato fin da quando siamo bambini a prestare attenzione ai numeri. Sia nella scuola con la matematica, sia nella vita reale ad esempio con i prezzi dei negozi. Quando l’occhio vede un numero, il cervello gli mette un asterisco con scritto “questa è roba importante”.

La seconda ragione per la quale i numeri sono importanti è che sono specifici. Nessun datore si lascerà convincere se hai semplicemente ottenuto un “ottimo guadagno sull’investimento”, perché “ottimo” non significa niente. Visto che il datore medio è prevenuto, prenderà con le pinze la tua affermazione generica. Se invece scrivi che hai ottenuto un “guadagno sull’investimento del 53%”, allora chi ti ascolta ha un riferimento preciso.

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L’email dopo il colloquio: un modello da seguire

Dopo il colloquio di lavoro, non devi aspettare con le mani in mano di essere richiamato per l’assunzione o (più spesso) un secondo colloquio più dettagliato. Eppure, è quello che viene fatto dalla maggior parte dei candidati soprattutto giovani.

Facendo così, stai sprecando un’enorme opportunità per dimostrarti veramente interessato al lavoro, e dare un’impressione positiva al datore. Se lui è indeciso fra te e uno o più altri candidati, questo piccolo trucco potrebbe fare la differenza fra assunzione e disoccupazione.

Sto parlando dell’email post-colloquio, ossia quello che invii il giorno dopo aver sostenuto il colloquio di lavoro.

Chi non la manda è perché non ci ha pensato, o pensa di essere scortese o inopportuno. Questo è vero solo se mandi un’email sbagliata, ma con il giusto modello e qualche attenzione, farai un figurone ogni volta. Garantito.

Quindi, ecco i consigli per creare un’email follow-up al colloquio di lavoro eccezionale.

1 – Chiedi l’indirizzo email del datore

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Come rispondere a una delle domande più difficili al colloquio di lavoro

Durante il colloquio di lavoro, una delle domande trabocchetto preferite dai reclutatori è il classico “ci descriva una sua debolezza.” Ormai sempre più comune.

La risposta non è semplice: se sei troppo sincero, rischi di farti lo sgambetto da solo e metterti in cattiva luce quando dovresti solo elogiare i tuoi punti di forza come in una pubblicità. D’altra parte, se menti spudoratamente o ancora peggio ti rifiuti di rispondere, il datore penserà che hai qualcosa da nascondere.

La buona notizia è che esiste un tipo di risposta per farti emergere da vincitore in questa domanda, la brutta è che non puoi improvvisarla: devi studiarla. Questo perché cammini su un filo molto sottile, e un errore anche piccolo ti farà cadere da una o dall’altra parte.

Quindi ti consigli di prendere questi consigli e studiarti una risposta oggi stesso, scrivila e memorizzala. Poi il giorno prima del colloquio, rileggila per rinfrescarti la memoria. Non è necessario memorizzare parola per parola (hai comunque più possibilità di variare rispetto al compilare un curriculum), ma la traccia da seguire deve essere ben impressa nella tua mente.

Ecco come rispondere alla domanda “ci parli di una sua debolezza” nel modo più efficace possibile durante il colloquio di lavoro.

1 – Scegli una debolezza irrilevante per il lavoro

Prima di andare a uno specifico colloquio, pensa a quale potrebbe essere una debolezza che non interessa al datore. Questa varia molto a seconda del tipo di lavoro che ti viene proposto: se voglio fare l’ingegnere, dire che non so bene la matematica non è una gran cosa. Ma se voglio fare il pittore, allora potrebbe essere una scelta più adatta.

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3 modi di sfruttare Facebook per la ricerca del lavoro

Per molti, Facebook è solo un modo di passare il tempo fra Fruit Ninja e video di gatti che suonano il piano. Ma può anche diventare la tua vetrina virtuale, che il datore consulterà prima di chiamarti sul colloquio. Questa è una fase importante, perché anche se il tuo curriculum ha fatto colpo, avere un profilo online scadente potrebbe convincere il reclutatore a non chiamarti.

Lo sai che molte aziende grosse una volta avevano uno staff per indagare sui loro dipendenti, mentre ora questa professione è molto rara? Quando intervistati sulla ragione, i datori hanno risposto: “non ne abbiamo più bisogno, ora tutte le informazioni che ci servono sono su Facebook.” Quindi non è solo un mito, i datori usano il social network come strumento di selezione. Ed è una pratica comune.

Nelle  ricerche per nome, Facebook si posiziona sempre in alto con Google. È un sito famoso ed è naturale che sia così. Viene battuto solo da Linkedin, e non sempre. Quindi ecco come massimizzare l’impatto che puoi ottenere quando un datore ti cerca su Facebook.

1 – Imposta la privacy su “pubblico”

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In questo modo, chiunque potrà vedere cosa stai combinando su Facebook, anche chi non è tuo amico. Non è il massimo della privacy, ma dimostrerai al datore che non hai nulla da nascondere.

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Intervista a Mariangela Tripaldi, coach del lavoro

Ragazzi, oggi ho il grande piacere di intervistare Mariangela Tripaldi, psicologa e coach del lavoro, che gestisce il blog Coach Lavoro (che consiglio a tutti di leggere).

Durante l’intervista parliamo di questi argomenti:

  • Il mercato del lavoro italiano, e come trovare lavoro durante la crisi.
  • La differenza fra lavorare in proprio e da dipendente (e non è quello che ti aspetti).
  • L’investimento che puoi fare oggi per avere una carriera stupefacente nei prossimi 10 anni.
  • I falsi miti più dannosi ma diffusi che circolano su internet, quelle credenze sbagliate che ti fanno rimanere disoccupato.
  • Il modo migliore che ha un giovane di farsi assumere anche quando è senza esperienza.
  • Consigli pratici ed efficaci su come migliorare il tuo curriculum vitae da oggi.
  • Una tecnica efficace per fare sempre un figurone al colloquio di lavoro.

Bene, come vedi la scaletta è molto densa e interessante…

Quindi lascio la parola a Mariangela. :)

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Ciao Mariangela e benvenuta su Mindcheats Curriculum. :) Puoi parlarci un po’ di te, di quello che fai e della tua carriera?

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6 curriculum creativi che anche tu puoi usare

Stanco del solito curriculum noioso? Vuoi invece usare un bel modello di curriculum creativo per assicurarti che il datore lo legga?

Ecco 6 curriculum creativi e imperdibili che hanno fatto trovare lavoro in poco tempo ai rispettivi proprietari.

1 – Il libro-curriculum

Questo geniale modello viene da Brian Moose, un manager che ha lavorato per Toyota e Disney. Per ottenere il suo attuale lavoro, ha inviato fisicamente un libro rilegato a mano e curato in ogni minimo dettaglio. Visto che lavora come direttore del design, ha pensato bene di dimostrare la sua abilità fin dal modello di curriculum molto creativo.

Ecco alcune immagini:

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3 parole vietate in un curriculum

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Quando molte persone scrivono il loro curriculum, la domanda principale che si fanno è: cosa ci scrivo?

Ma una domanda forse ancora più importante, che però viene spesso ignorata, è: cosa NON ci scrivo?

Mancare questa importante domanda significa spedire un curriculum pieno di elementi inutili o addirittura dannosi, che fanno rabbrividire ogni datore. Soprattutto quando un reclutatore ha visto 50-100 curriculum (abbastanza comune al giorno d’oggi), comincia a infastidirsi non poco quando legge certe cose. Arriva al punto che, appena legge una di queste cinque parole vietate, prende e butta il curriculum nel cestino.

Seguendo il principio che “un curriculum è perfetto non quando non c’è altro da aggiungere ma quando non c’è altro da togliere”, ecco 3 parole che dovresti evitare come la peste nel tuo curriculum.

1 – Curriculum

Non ci vuole una laurea per distinguere un curriculum da un documento qualsiasi, quindi questa informazione è ridondante (ossia inutile).

In molti modelli (come quello europeo) campeggia in alto la scritta “Curriculum Vitae” che è più grande di tutto il resto. Ora, questo ha diversi effetti negativi: [Read more…]

4 intelligenti modi alternativi di fare esperienza lavorativa

Esperienza lavorativa

Un’altra domanda classica che mi viene fatta via email è: Stefano, non ho esperienza lavorativa, cosa scrivo nel curriculum?

Sembra un dilemma impossibile: per trovare lavoro serve esperienza, ma per fare esperienza serve un lavoro.

Per questo hai continuato a girare in tondo, cercando qualsiasi tipo lavoro temporaneo e mal pagato che ti dia l’esperienza che ti serve per trovare un’occupazione migliore e definitiva. Ma passano le settimane, passano i mesi, e la tua situazione non migliora.

Ti riconosci in queste parole? Se sì, allora ti piacerà sapere che…

Per fare esperienza lavorativa non ti serve lavorare.

Esatto.

È uno dei trucchi che spiego in Obiettivo Lavoro, ed è una delle (tante) strategie che ti renderanno unico agli occhi del datore.

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Garanzia Giovani: cos’è, e perché non dovresti farci troppo affidamento

Dall’1 maggio di quest’anno l’Unione Europea ha dato il via libera a Garanzia Giovani, un progetto comunitario per agevolare l’entrata dei giovani dai 15 ai 30 anni nel mercato del lavoro dedicato ai Paesi con disoccupazione giovanile sopra il 25% (l’Italia è ben sopra al 40%). La UE ha fatto le cose in grande questo giro, e ha stanziato per l’Italia 1 miliardo e mezzo di euro (che vanno a integrarsi ai fondi statali). Quindi è logico che ci sia un po’ di movimento intorno a questa iniziativa, ma ha veramente una qualche utilità o no?

Ho seguito per un po’ la situazione, e ora sono pronto a dare il mio giudizio… Come puoi intuire dal titolo, non è proprio positivo. 😛

Cos’è Garanzia Giovani e come funziona

Garanzia giovani

Garanzia Giovani si divide in due parti:

  1. Assistenza alle aziende
  2. Assistenza ai giovani

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Perché la tua mentalità è fondamentale per trovare lavoro

Ieri mi è arrivata un’email uguale a centinaia di altre che ho ricevuto negli ultimi mesi. Il mittente mi chiedeva, disperato, cosa avrebbe dovuto fare per trovare lavoro anche se non aveva una laurea e solo un diploma di liceo scientifico con un voto discreto ma non eccellente.

Continuano ad arrivarmi altre domande simili, persone che si preoccupano non degli studi poco approfonditi ma di cose tipo:

  • L’età (troppo giovane o troppo vecchio).
  • I “buchi” lavorativi, ossia un lungo periodo passato senza lavorare.
  • La mancanza di esperienza pratica e/o specifica.
  • Il “vagabondaggio lavorativo”, ossia continuare a saltare da un lavoro all’altro senza soluzione di continuità.
  • L’assenza di una specializzazione.

A te, che continui a sudare freddo su un particolare aspetto del tuo curriculum, ti dico: tranquillo, non c’è niente di male. Quando ti proponi per un lavoro, anche tutti gli altri candidati hanno le tue stesse preoccupazioni. Il curriculum perfetto non esiste. Ma puoi fare una piccola modifica che renderà la tua ricerca più veloce e fruttuosa.

La giusta mentalità è fondamentale

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Ed è la cosa più difficile da insegnare.

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