Leggi la mente al datore con questo strumento gratis

Ti piacerebbe sapere esattamente in che modo comunicare con il datore, per attirare la sua attenzione?

Sapere con certezza se preferisce una telefonata, o un’email?

Se devi presentarti in maniera formale, o puoi lasciarti un po’ andare?

Se preferisce comunicazioni lunghe e dettagliate, o brevi e veloci?

Fino ad oggi, l’unica cosa che potevi fare era cercare di indovinare, o tirare a caso. Una strategia che a me non piace: quando faccio qualcosa, a me piace sapere qual è il modo più efficace di raggiungere un obiettivo, senza tirare a caso. Ma visto che per imparare a “leggere” un datore (e rispondere alle domande di cui sopra) richiede anni di esperienza, finora è stata solo prerogativa di pochi.

Ma qualche giorno fa, ho trovato uno strumento gratuito in grado di analizzare qualsiasi persona basandosi sulle informazioni disponibili sui social network, e con un algoritmo proprietario, ti fa un riassunto della sua personalità. Ma ancora meglio: ti dice esattamente in che modo contattarlo, cosa dire e come dirlo.

In altre parole, questo significa che potrai entrare nella testa di un datore, capire in che modo comunica, e il modo migliore di persuaderlo ancora prima di averlo contattato.

Questo strumento si chiama Crystal, e lo trovi a questo indirizzo:

http://www.crystalknows.com

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Come venire assunti con un gioco a premi

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Mi è appena stato fatto notare un sistema molto particolare per arrivare al colloquio di lavoro…

Un gioco a premi.

Come funziona: fai il test, che è come quegli indovinelli complessi che trovi sui libri da regalare ai paranti a natale, quando non hai altre idee. Il test ti chiede di risolvere una situazione logistica reale: devi pianificare gli orari di lavoro di un team tenendo conto di limitazioni legali, esigenze di produzione, obiettivi e preferenze dei singoli.

In alto alla pagina, c’è scritto: chiunque ottenga un’efficienza pari almeno all’85% di quella ottimale, avrà matematicamente un colloquio di lavoro garantito. Certo non è un’assunzione, ma un colloquio di lavoro non lo si butta via comunque.

In pratica, questo è l’equivalente di un curriculum vitae. Ma fatto molto meglio.

In Italia non possiamo aspettarci nulla di così innovativo, almeno non nei prossimi decenni, e sono convinto che il processo di assunzione rimarrà lo stesso. Ma non è quello che ci interessa, piuttosto voglio farti capire una cosa…

La psicologia dell’assunzione: cosa cerca il datore in un curriculum

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Come trovare il miglior datore di lavoro

Appena l’ho visto, mi sono detto: “wow, questo devo condividerlo sul blog!”

Perché è un’informazione sconosciuta, che su internet (o su qualsiasi canale tradizionale) non trovi, per conoscerla devi essere “nel giro”. E no, non nel giro delle agenzie del lavoro (che disprezzo)…

Vedi, io sono in un gruppo di discussione internazionale, in cui gli imprenditori si scambiano consigli per migliorare il proprio business.

Non è un gruppo pubblico, e l’unico modo per entrarci è essere un imprenditore con un business già in piedi. Non te lo dico per tirarmela, ma per farti capire quanto dovresti prendere sul serio l’informazione che sto per darti.

Pochi minuti fa un membro ha chiesto:

“Dove avete trovato i vostri migliori dipendenti? Su internet, con annunci o altro?”

In questi primi dieci minuti, ci sono state 5 risposte. E 4 di queste, hanno detto la stessa cosa: networking, o referral (che sono la stessa cosa).

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Come essere assunto in una multinazionale

Questo è un guest post scritto da Lorenzo Brigatti.

L’Italia non è un paese che abbonda di multinazionali in cui lavorare, la maggior parte delle imprese sono medio-piccole e a conduzione familiare. Allora perché dovresti leggere un post su come ottenere lavoro in una multinazionale se le chance sono così basse?

Prima di tutto una multinazionale offre possibilità di carriera: puoi spostarti orizzontalmente (cambiare dipartimento), verticalmente (essere promosso) o trasferirti in un’altra nazione. Sta solo alla tua bravura personale farti notare e cogliere le opportunità a tua disposizione. Il secondo motivo, più interessante, è che in questo periodo di difficoltà economiche, le multinazionali sono una delle poche realtà che stanno assumendo. Quindi avere ben chiaro come funziona il processo di selezione ti aiuterà ad aumentare a dismisura le tue possibilità di ottenere un lavoro.

Cosa fare prima di presentare la tua candidatura

Essere parte di una multinazionale significa soprattutto conoscere l’inglese. Se non lo parli le tue possibilità di assunzione scendono del 50%. Hai una sola opzione per essere preso in considerazione: fare domanda per una posizione di basso livello, sperare di essere assunto ed una volta dentro lavorare duro per dimostrare quanto vali. L’inglese è comunque imprescindibile nel momento in cui vorrai fare carriera e raggiungere un livello manageriale. Se non sai da dove cominciare ad imparare l’inglese, questo è un buon inizio.

Una volta cominciato a lavorare sul tuo livello di inglese puoi passare al secondo pilastro della tua candidatura: le esperienze lavorative rilevanti. Se queste esperienze ti mancano puoi rimediare con una laurea apprezzata dai selezionatori (ingegneria gestionale o marketing, per dirne due), oppure una laurea strettamente legata al business per cui vuoi lavorare (ad esempio una laurea nel settore moda è molto apprezzata dalle multinazionali dell’abbigliamento).

Con o senza laurea devi comunque trovare un modo per accumulare esperienze rilevanti. E questo vale per tutte le aziende, non solo le multinazionali. Qui trovi qualche buon consiglio su come fare.

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Perché così pochi giovani vanno all’estero?

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La domanda di cui sopra è scaturita da due cose…

  1. Mi sono trasferito in Spagna con la mia azienda, e ho iniziato a vedere come funziona qui il mercato del lavoro (risposta: meglio).
  2. Ho letto le statistiche annuali sulla “fuga di cervelli”.

Lo sapevi che in Italia, anche se tutti parlano di fuga di cervelli, la percentuale di laureati che emigrano è in linea con la media europea? Eppure da quello che dicono i TG, i numeri dovrebbero essere alle stelle.

Ammetto che nemmeno io lo sapevo, e un po’ ne sono rimasto sorpreso. Primo perché all’estero è pieno di italiani (sono ovunque), secondo perché il mercato lavorativo è anni luce avanti. Un tedesco ha poco motivo di andarsene, un italiano invece…

Beh, come sta andando l’economia lo sappiamo tutti. 😉

Ora, capisco che molte persone non vogliano lasciare famiglia e amici per sempre, so che è una decisione difficile e lo rispetto. Ma nessuno dice che tu debba andartene per sempre: puoi fare dei periodi all’estero di 6-12 mesi, apprendere meglio una nuova lingua, e tornare con un’esperienza in più sul curriculum.

Gli italiani (datori compresi) sono affascinati  dall’estero, quindi un’esperienza lavorativa fuori dall’Italia è a parità di altre condizioni valutata meglio di una in patria. In altre parole: se fai un anno a lavorare all’estero, trovare lavoro in Italia sarà più semplice.

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I 3 aspetti fondamentali di un curriculum vitae ben scritto

L’università della Florida nel 2010 ha intervistato oltre 2.000 datori di lavori e dirigenti addetti alla gestione del personale chiedendo, fra le altre cose, questa domanda:

“Quali informazioni vuoi vedere all’interno di un CV?”

In questo articolo ti parlo dei tre aspetti più importanti che sono venuti fuori, in ordine di importanza.

1 – Esperienza lavorativa qualificante

Se hai esperienza lavorativa nel settore per il quale ti candidi, quella è la cosa più importante di cui devi parlare. Mettila nella parte alta del curriculum, perché un elemento viene visto come più rilevante tanto è più in alto nella pagina.

Attenzione però, perché l’esperienza lavorativa deve essere qualificante: in altre parole, devi evidenziare come il precedente lavoro sia utile nella nuova posizione che vuoi andare a ricoprire. Se questa connessione non è evidente, devi specificarla subito. Ti faccio alcuni esempi:

  • Nel CV per un lavoro da cameriere cito la mia esperienza in un bar.
  • Nel CV per un lavoro da tecnico informatico cito la mia esperienza come programmatore.
  • Nel CV per un lavoro da responsabile di marketing cito la mia esperienza come venditore di sapone porta a porta.

In questo primo aspetto risalta un’altra componente fondamentale del CV: la personalizzazione. Devi scrivere un curriculum con in mente un certo tipo di lavoro, o ancora meglio un’azienda specifica. Più rendi il tuo CV specifico, più sono le possibilità di essere richiamato.

Se la tua esperienza non è in alcun modo rilevante con quello che vuoi andare a fare, omettila. Un curriculum deve essere corto, e quando pensi che è abbastanza corto, ancora hai del lavoro da fare. Ogni informazione non necessaria è inutile, pertanto deve essere eliminata.

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Come creare un biglietto da visita persuasivo

biglietto da visita

Vuoi fare un figurone galattico quando parli con un possibile datore di lavoro?

Non avere solo il curriculum a portata di mano, ma anche un biglietto da visita. Quando intrattieni una relazione con qualcuno e l’altro sembra interessato a una possibile collaborazione (ossia assunzione), lasciagli il biglietto da visita. Ha anche il vantaggio di mantenere il livello percepito alto: nell’immaginario comune il CV è per chi non ha un lavoro e vuole farsi assumere, il biglietto da visita è tipico di un professionista che sa il fatto suo. Inoltre sono così piccoli che li puoi portare sempre con te e non sprecare nessuna occasione.

Trovi per caso qualcuno che può essere interessato ad assumerti? Posizionati subito bene con un biglietto da visita, senza aspettare il giorno dopo per mandargli un curriculum.

Questo mette in atto un potente meccanismo psicologico: il datore sa poco di te (quando dici sul biglietto), ma sarà incuriosito dal fatto che ti presenti in maniera così professionale. Non penserà a te come un altro dipendente da assumere, ma come un professionista con il quale può collaborare.

Il risultato? Se ti giochi bene le tue carte, potresti ottenere un colloquio diretto senza aver bisogno di inviare un curricullum.

Un biglietto da visita ti farà guadagnare mille punti agli occhi del datore.

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Come superare l’ansia al colloquio di lavoro

Ansia colloquio di lavoro

Quindi vuoi superare l’ansia al colloquio di lavoro, hmm?

Dietro all’esame di maturità (ancora me lo ricordo), il colloquio di lavoro è uno dei momenti di maggiore tensione soprattutto per i giovani, ma anche per gli adulti con esperienza. È lì che si gioca il tuo futuro.

La posta in gioco è alta, l’ansia può farti fare delle brutte figure al colloquio e costarti l’assunzione anche se hai fatto una buona impressione con il curriculum vitae. Per questo è importante imparare a gestire la tensione e mettere un freno alle tue paure.

Ecco quattro semplici strategie che puoi usare.

1 – Preparati in anticipo

Molte persone vanno al colloquio allo sbaraglio, senza molte informazioni riguardo alla compagnia nella quale vorrebbero lavorare. Anche io ho commesso questo errore in passato.

Quando viene fissato un colloquio il lavoro non è finito, ma appena iniziato: ora viene la parte divertente. Impara tutto quello che puoi sull’azienda in questione, parla con dipendenti e clienti, guarda le loro pubblicità, studia il sito internet, trova tutte le informazioni che puoi trovare sul reparto nel quale verresti inserito. Se puoi, parla con i tuoi futuri colleghi.

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I vantaggi di essere un dipendente

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Un termine che non mi è mai piaciuto è quello di “dipendente”, perché non ha più senso.

La parola ha un’accezione negativa, quasi fosse un’onta rispetto al lavoratore autonomo e “indipendente”. Secondo me non è così, e anche lavorare da dipendente può portare a una carriera straordinaria e ben pagata.

Ho sentito spesso, nell’ambito dello sviluppo personale, persone dire che la vera libertà si raggiunge solo con un lavoro autonomo, ad essere “il capo di sé stessi”. Questa è una visione miope della realtà: ci sono molti lavori da dipendente a stipendio elevato, soddisfacenti sotto il profilo professionale, motivanti e che lasciano libertà personale.

Certo anche essere un autonomo ha i suoi vantaggi (altrimenti non avrei scelto questo percorso), ma in questo articolo voglio ridare dignità alla figura del dipendente, del lavoratore assunto, e spiegare perché per molte persone è la scelta di carriera migliore.

1 – Stipendio sicuro

Non tutti sono emozionati dal sapere che la prossime mensilità potrebbe essere il triplo della precedente, perché significa anche che potrebbe essere zero.

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I 5 lavori più richiesti dei prossimi 10 anni

Primo articolo del 2015, è il momento di guardare al futuro: nel post di oggi ti parlerò dei 5 lavori che esploderanno nei prossimi 10 anni e garantiranno:

  • Occupazione assicurata per chiunque.
  • Una carriera rapida e di successo.
  • Uno stipendio altissimo.

Non solo: sono mestieri nuovi, ultra-specifici, e relativamente semplici da imparare. Dedica anche solo un anno o due di studio a queste materie, e sarai già un professionista: è un’inezia rispetto all’impegno che ti viene richiesto all’università, e dà benefici maggiori.

Ecco la lista dei 5 lavori più richiesti dei prossimi 10 anni, e come acquisire delle competenze che faranno risplendere il tuo curriculum.

1 – Modello e stampa 3D

stampa 3d

La stampa 3D è una nuova tecnologia che nei prossimi 10 anni rivoluzionerà il mondo della manifattura e produzione.

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