I 5 lavori più richiesti dei prossimi 10 anni

Primo articolo del 2015, è il momento di guardare al futuro: nel post di oggi ti parlerò dei 5 lavori che esploderanno nei prossimi 10 anni e garantiranno:

  • Occupazione assicurata per chiunque.
  • Una carriera rapida e di successo.
  • Uno stipendio altissimo.

Non solo: sono mestieri nuovi, ultra-specifici, e relativamente semplici da imparare. Dedica anche solo un anno o due di studio a queste materie, e sarai già un professionista: è un’inezia rispetto all’impegno che ti viene richiesto all’università, e dà benefici maggiori.

Ecco la lista dei 5 lavori più richiesti dei prossimi 10 anni, e come acquisire delle competenze che faranno risplendere il tuo curriculum.

1 – Modello e stampa 3D

stampa 3d

La stampa 3D è una nuova tecnologia che nei prossimi 10 anni rivoluzionerà il mondo della manifattura e produzione.

Hai presente la stampante di casa che usi per i tuoi curriculum? La stampante 3D fa la stessa cosa ma… In tre dimensioni, appunto.

Può stampare oggetti solidi in plastica, metallo o qualsiasi altro materiale esistente. Questa tecnologia è ancora nella sua fase embrionale, ma già oggi in molti ambiti è più veloce ed economica della produzione industriale tradizionale. È particolarmente utile quando bisogna realizzare dei pezzi su misura difficilmente reperibili sul mercato (come un pezzo di ricambio di un’auto d’epoca), o modelli unici (come una protesi medica).

Il prezzo di una stampante 3D è crollato dal 2012, e un modello come quello nell’immagine qui sopra si può trovare a meno di 1.000€. Non costa i 30€ di una stampante tradizionale, ma è un prezzo irrisorio rispetto a quello del macchinario che serviva per fare la stessa cosa solo qualche anno fa (alcune decine di migliaia di euro). Il punto di forza della stampa 3D è la flessibilità: una singola stampante può stampare qualsiasi cosa, senza dover fare costosi interventi sul macchinario per cambiare gli stampi. Secondo me sarà una delle più importanti rivoluzioni del decennio, se non del secolo.

Così come la stampa tradizionale, prima di stampare in 3D serve una sorta di immagine a computer. Per questo cresceranno a dismisura i lavori (e stipendi) per specialisti in grado di disegnare modelli 3D digitali. Fino ad oggi questa è stata solo una figura di nicchia relegata a grosse industrie, che si avvantaggiavano di modelli 3D per facilitare la ricerca e sviluppo. Ma grazie all’avvento della stampa 3D, chiunque avrà bisogno di esperti modellatori digitali.

Non solo, esistono già oggi dei professionisti che si guadagnano da vivere stampando i propri modelli e vendendoli su internet. In futuro, crescerà sempre di più il mercato dei modelli digitali: io acquisto un modello, lo scarico da internet, e lo stampo con la mia stampante 3D. Questo elimina tutti i costi di manifattura e trasporto, massimizzando l’efficienza del processo.

Te lo garantisco: se impari da oggi a modellare e stampare oggetti in 3D, avrai una carriera assicurata. Il software per il modellamento 3D che viene utilizzato più spesso è SolidWorks, ma costa un occhio della testa. Se sei interessato, trovi un corso relativamente economico in italiano a questo indirizzo. Un’alternativa economica, ma comunque professionale, è Cubity Invent. Purtroppo non esistono corsi in italiano, ma ce ne sono molti in inglese.

Una volta che hai imparato le basi del software 3D, SolidWorks o Cubify Invent che sia, per diventare esperto ti basta fare solo una cosa: pratica, pratica e ancora pratica. Nota che, anche scegliendo la soluzione più costosa (SolidWorks professional + corso), il costo totale è quello di un anno di università.

2 – HORECA di alto livello (in Italia e all’estero)

cameriere

Il settore HORECA è tutto quello che riguarda il mangiare fuori: hotel, ristoranti e catering (da qui l’acronimo). Va dal pizzaiolo, al barista, al sommelier.

Non si scappa: tutti gli esseri umani nel mondo occidentale mangiano da 2 a 5 volte al giorno. Cibarsi è uno dei piaceri ancestrali più radicati nell’uomo, e se ci pensi, molte occasioni sociali girano intorno al mangiare. Non stupisce che in Italia, anche durante la crisi, la ristorazione sia uno dei pochi settori che è addirittura cresciuto negli ultimi anni. Questo perché alla gente piace sempre di più mangiare fuori: in Italia un po’ meno vista la tradizione culinaria, all’estero di più.

E con l’aumentare del benessere in tutta Europa, sempre più persone vogliono concedersi il lusso di una cena elegante almeno una volta ogni tanto. Per questo la richiesta di professionisti aumenterà: camerieri, cuochi, baristi, sommerlier di alto livello. Quindi non il pizzaiolo sotto casa o il cameriere al Bar Sbronza, ma gente che ha ha fatto del servizio di ristorazione una professione.

Contrariamente a quello che potresti pensare, non è difficile entrare in questo ambiente. Un buon punto di partenza sono i corsi AIS per sommelier, che seppur costosi (circa 2.500€ in tutto), ti garantiscono un futuro brillante nella ristorazione. Se sei seriamente interessato alla tua formazione e t’ispirano i vini buoni, questo è uno dei migliori investimenti che puoi fare. Ancora, il costo è inferiore a quello di una qualsiasi laurea triennale.

Un’altra alternativa valida è quella di diventare chef: uno chef italiano è sempre molto ricercato soprattutto all’estero.

3 – Programmatore

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Un classico che non stanca mai. Ormai da anni tutti dicono che fare il programmatore porta a un futuro brillante, ma il mercato sta crescendo così velocemente che le aziende saltano addosso a qualsiasi nuovo professionista del settore e fanno a gara per assumerlo. Sì, ti assicuro che è così.

Le tecnologie si evolvono velocemente, e il mercato è talmente turbolento che le opportunità nascono ogni giorno. Ad esempio, negli ultimi anni sta andando di moda la programmazione per sistemi mobili Apple e Android. Ancora, programmare app per Facebook è un giro d’affari immenso. Oltre alle tecnologie, anche i linguaggi si evolvono: HTML 5, uscito qualche anno fa, ha dato lavoro a un sacco di programmatori che hanno studiato il nuovo standard.

Se ti è sempre piaciuta la tecnologia e hai una mente matematica, imparare un linguaggio di programmazione è un passo fenomenale per la tua carriera. Se vuoi iniziare con qualcosa di semplice ti consiglio Python, mentre il più utile ad oggi è C# (da non confondere con C o C++, che sono linguaggi molto diversi). Se vuoi sviluppare sul web, PHP, MySQL e Javascript sono i più usati al momento.

Ma il bello è che i linguaggi di programmazione sono simili fra loro: una volta che impari il primo, tutti gli altri sono semplici. Trovi un sacco di tutorial gratuiti su html.it.

4 – Marketing online

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Anche se vuoi restare in Italia, un Paese notoriamente retrogrado con la tecnologia, il mercato online sta esplodendo. E quando aumenta il fatturato di un settore, aumentano a dismisura anche le richieste per esperti di marketing. La nicchia del marketing online è ancora acerba, con pochi professionisti seri soprattutto nel campo dei social network. Purtroppo le aziende faticano a capire l’importanza del web, e queste posizioni non sono fra le più pagate in Italia.

Ma le cose stanno per cambiare. Il marketing online, in Italia, è una bomba pronta ad esplodere. E quando esploderà, le grandi aziende si rincorreranno per assumere qualunque esperto sul mercato.

Il movimento sta partendo dalle piccole e medie aziende, quelle più propense al cambiamento, che rappresentano una grossa fetta dei datori italiani. Anche le attività più tradizionali si stanno accorgendo che avere una presenza online forte è indispensabile per sopravvivere nel business, e gli investimenti seguiranno a breve. Per questo se ti specializzi ora in marketing online, fra 10 anni la tua più grande preoccupazione sarà di scegliere quale offerta di lavoro accettare.

Il primo passo è di imparare il marketing tradizionale, almeno le basi. In questo tutti i libri di Philip Kotler sono eccellenti. Ti consiglio di iniziare da questo.

Una volta appreso il marketing puoi passare all’online. Purtroppo in italiano non c’è molto, ma se conosci l’inglese (dovresti – usa il mio corso) ti lascio questi nomi: Danny Iny, Jeff Walker, Ryan Levesque, Jon Morrow.

5 – Interpreti e traduttori in lingue emergenti

A scuola si impara l’inglese, sacrosanto. Nei licei linguistici anche tedesco e francese, a volte pure spagnolo, e basta così. Ma oggi, le lingue che vengono richieste dal mercato sono altre: arabo, cinese, coreano, giapponese (anche se questa lingua è un po’ satura), russo.

Questa è l’unica specializzazione che richiede una laurea specialistica per essere utile, ma se già ti piacciono le lingue, pensa a fare una carriera come interprete e traduttore. Con la globalizzazione dell’economia e lo sviluppo di Paesi nuovi, ci sono opportunità a bizzeffe. Il cinese è una scelta sempreverde, ma anche altri mercati riservano sorprese: il russo va forte, il coreano è sempre più interessante, il vietnamita avrà una crescita esponenziale in futuro.

In queste nicchie il lavoro non mancherà mai, soprattutto se già conosci tutte le lingue europee (inglese, francese, tedesco e spagnolo).

Guarda caso io sono esperto o competente in 3 di queste 5 categorie: riesci a indovinare quali? 😉

Comments

  1. Davide says:

    Ciao Stefano! Bell’articolo come sempre, ma vorrei chiederti una cosa: che ne pensi dei droni? Insomma il loro utilizzo sta emergendo ovunque e per gli scopi più disparati, secondo me anche questo è un campo che offrirà molti posti di lavoro.
    (Te lo domando perchè dopo un diploma di tecnico aeronautico sulle spalle, corsi di pilotaggio e operatore radio sono ancora a casa a grattarmie l’idea di lavorare con i droni stuzzica non poco).
    Ancora complimenti per l’articolo ed il sito, ciao! :)

    • Stefano says:

      Ciao Davide. Ottimo spunto, in parte io farei rientrare i droni nella “programmazione”: il software mi sembra più allettante come prospettiva di lavoro. Di sicuro anche la progettazione di circuiti fisici porta a un lavoro altamente richiesto e ben pagato, ma servono anni di studio dopo l’università per arrivarci. Ho cercato di mantenere questa lista il più accessibile possibile per tutti. Ottima idea comunque. :)

      Il pilotaggio dei droni invece, non so che tipo di competenze richiede, ma secondo me stiamo andando sempre più verso l’automatizzazione (niente pilota).

  2. Ciao Stefano,
    oltre a quello che hai scritto vorrei aggiungere più che una professione, delle attitudini e delle soft skills di cui vedo che il mercato ha una fame da lupi (e che secondo me non tramonteranno MAI).
    Avere queste abilità, non dico che ti garantisce il successo in qualsiasi mercato (perchè se un mercato è morto, è morto), ma in generale ti da grossi vantaggi. Del resto anche essere nel mercato “giusto”, ma non riuscire ad emergere, non ti serve a niente.

    Ecco gli elementi che considero cruciali e che se ne possiedi anche soltanto leggermente sopra alla media nazionale, hai un enorme vantaggio rispetto ai tuoi concorrenti:

    1) volontà di assumerti RESPONSABILITA’
    2) voglia e capacità di guidare un gruppo di persone e un progetto: essere un LEADER
    3) saper COMUNICARE
    4) saper creare una rete di conoscenze a cui hai fornito “vero valore”, cioè saper fare NETWORKING (da NON confondere con il network marketing… )
    5) aver voglia di metterti in gioco, uscire dalla tua ZONA di COMFORT

    ciao
    Alexander

    • Stefano says:

      Ciao Alex, come va la vita? 😀

      Vero, le soft skill sono sempreverdi e soprattutto, si possono tramandare da una professione all’altra al contrario delle hard skill. In questo articolo mi sono concentrato sulle specializzazioni ma mi hai dato un ottimo spunto per il prossimo, grazie!

  3. maurizio says:

    ciao Stefano.

    Articolo molto interessante, come sempre. ti segnalo soltanto che l’indirizzo dove trovare il programma in italiano della stampa 3D non si apre.( a me errore indirizzo sconosciuto )
    grazie e buona giornata.

  4. Stefano,
    un altro bellissimo e coinvolgente articolo. Hai fatto bene a mettere al primo posto la modellazione 3d. In Italia non ce ne accorgiamo, ma questa tecnologia, ha rivoluzionato tutti i settori: dalla grande industria alle protesi dentarie. Purtroppo nel nostro paese come sempre bisogna arrangiarsi da soli… Mesi fa avevo contattato un’azienda del mio territorio che fa corsi di qualifica e dovevano farne partire uno sulla modellazione 3d a dicembre. Dovevano esserci minimo 12 partecipanti, mi sono iscritto solo io…

    • Stefano says:

      Bene: significa che fra 10 anni in Italia, esploderà la domanda di modellatori 3D ma non ci sarà offerta, ergo stipendi altissimi e lavoro assicurato. 😀

  5. Ciao Stefano, come sempre bell’articolo! Certo che è una nota dolente per me, visto e considerato che il prossimo anno inizierò a studiare giurisprudenza! Ahi, che futuro incerto!

    • Stefano says:

      Azz, sì, facendo giurisprudenza parti già con la certezza che fare carriera non sarà facile. Poi sta a te valutare se ne vale la pena. 😉

  6. Giuseppe says:

    E degli Agronomi che mi dici…?!? Le tematiche ambientali legate al dissesto idrogeologico, in Italia in modo particolare, sono all’ordine del giorno…, per non parlare poi delle eccellenze alimentari che sono un po’ il cavallo di battaglia del “made in Italy”…, specie di questi tempi…

    • Stefano says:

      Lì il lavoro ci sarà sempre, soprattutto per le figure molto specializzate e professionali. La popolazione sta aumentando, e tutti hanno bisogno di mangiare almeno 2 volte al giorno.

  7. Ottimo articolo Stefano! Specialmente per quanto riguarda la parte inerente alla stampa 3D. Mi ero già informato sull’argomento ma non avevo idea che fosse una tecnologia già così accessibile!
    Mi chiedevo: non sono laureato, ma ho lavorato in uno studio di architettura come disegnatore ed ho un certo talento per la grafica… se imparo bene ad utilizzare questa tecnologia c’è possibilità di rivendere questa skill presso un’azienda che lavora in ambiti diversi dai miei lavori precedenti?

    • Stefano says:

      Eccome! Se impari un software come Solidworks e lo metti insieme alla tua esperienza di lavoro, sarai una figura professionale allettante.

  8. Roberto says:

    Ottimo articolo Stefano! Secondo me insieme ai programmatori saranno richiesti molto gli esperti di sicurezza visto che ci sono ormai continui attacchi informatici e sicuramente saranno richiesti anche esperti di robotica/domotica/automazione!

    Per quanto riguarda gli interpreti secondo me saranno utili come venditori etc visto che putroppo ci sono già molti software come Skype che traducono in automatico le lingue ormai tramite computer!
    Secondo me basta specializzarsi bene in una nicchia di mercato! Non capisco molta gente si lamenta della crisi quando allo stesso tempo puoi andare in libreria o su internet e imparare in poche ore e gratis nuovi argomenti solo con Google/forum/blog/video/podcast e molto altro!

    Fammi sapere che ne pensi! Grazie ancora che condividi le tue conoscenze sul tuo blog!

    • Stefano says:

      Ciao Roberto. Ottima l’idea della sicurezza informatica: non ne ho parlato nell’articolo, ma è vero che qualsiasi lavoro legato alla tecnologia crescerà. Anche se penso rimarrà una nicchia, la domanda salirà (e gli stipendi saranno sempre molto, molto alti).

      I software fanno un pessimo lavoro di traduzione e siamo ancora molto, molto lontano da qualcosa in grado di tradurre a livello di un essere umano. Per tutte le transazioni commerciali l’interprete sarà ancora una figura fondamentale, anche perché crea più rapporto umano rispetto all’uso dell’inglese come lingua comune.

      La specializzazione è il singolo concetto più importante per trovare la specializzazione e acquisirla non è mai stato così facile. 😉

      • Roberto says:

        Grazie Stefano per la risposta :) Si, penso che siamo ancora lontani dall’avere apparecchi ultra tecnologici in grado di tradurre tutte le lingue in modo immediato. Della specializzazione come tu hai detto non è facile ma è meglio specializzarsi benissimo in una nicchia (es. tecnologia stampanti 3d o sicurezza informatica). Comunque dicevo che in futuro, come avevi scritto tu mi pari in un precedente articolo, molti siti tipo Coursera potranno essere utilizzati per far imparare velocemente per esempio, a dei dipendenti all’interno di un’azienda, una determinata skill. Se non sbaglio, Coursera ora rilascia anche gli attestati ufficiali per 30$ e puoi dire sul CV che hai fatto lezioni/corsi online all’università di Havard e non credo è roba da poco o no!??

        • Roberto says:

          Come ultimo sito ho trovato anche https://www.udemy.com/ ed è a dir poco fantastico (puoi anche fare l’insegnante) 😀
          Mi chiedo se, in futuro ci sarà ancora un’università, o basterà un pc e una connessione ad internet per imparare qualunque cosa ( o almeno argomenti di tipo tecnologico informatico/elettronico).

          • Stefano says:

            Le università ci saranno sempre, se però si portano al passo con la tecnologia è meglio… Le lezioni solo in sede non hanno più senso, ora c’è internet. Alcune università tipo MIT e Harvard infatti fanno seguire le lezioni anche in streaming. Piuttosto ci saranno metodi alternativi di apprendimento. Le skill da apprendere da soli sono più specifiche, esempio: io il neuromarketing me lo sono imparato da solo, ma la formazione universitaria è stata comunque importante per fissare i concetti. 😉

            Udemy lo uso un sacco ed è bellissimo!

  9. Cosa pensi del 3D Printing nel caso del cibo? Io vorrei lavorare all’estero,… per quanti anni mi posso aspettare che questo settore sarà in forte crescita?

    Sto studiando Tecnologie Alimentari, e vorrei lavorare nell’ambito di ricerca, sviluppo e design di nuovi prodotti alimentari.

    Quanto sarebbe difficile specializzarmi nel 3D modeling di questi prodotti (che sembra sia una cosa emergente e nuova)?

    • Stefano says:

      Sono molto scettico sul 3D printing del cibo, perché non ne vedo alcuna applicazione industriale su larga scala. Al limite potrà essere utilizzato per meccanizzare i processi nei fast food e simili, ma dubito che diventerà comune nei ristoranti di buon livello.

  10. Anonimo says:

    Ciao Stefano! siccome sei esperto in HORECA cosa consigli per intraprendere una carriera da barman, piuttosto che da sommelier; la vedo piu’ artistica come cosa. E poi in Italia puo’ essere fattibile sfondare in questo settore o bisogna andare all’estero?

  11. Consuelo says:

    Ciao Stefano.. in ritardo leggo ora l’articolo: molto interessante!
    Io sto studiando per diventare interior designer.. ho appena finito il primo di tre anni. L’anno prossimo inizieremo il 3D con studio max…volevo chiederti se secondo te è una figura ancora richiesta quella dell’arredatore di interni..e su cosa potrei specializzarmi per distinguermi. .grazie!! :)

  12. Nicolae Chiorean says:

    Buongiorno,
    Ho letto l’inserzione e devo dire che mi è piaciuta però non capisco quanto segue:
    “Nota che, anche scegliendo la soluzione più costosa (SolidWorks professional + corso), il costo totale è quello di un anno di università.”
    Io so che un software tipo Solidworks costa sui 7000euro poi il corso dipende però un anno di università non puo costare questa cifra, almeno in Italia.Secondo me c’è qualcosa che non quadra.Poi bisogna tener conto che per utilizzare il software Solidworks ci vuole anche un bel computer che costa da 1200-1300 euro in su e ci vuole un po di sforzo per arrivare a certi livelli…Premesso che non tutti saranno capaci di lavorare in 3D, ci vuole una sorta di “visione 3D” che purtroppo non tutti hanno, e un po come l’orecchio per il musicista.

  13. Ciao a tutti
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